“Non costa molto, vale molto.”


not cost much, is worth much

Nella vita dell’ artigiano 2.0 la produzione handmade non è tutto. Un sacco di cose/variabili/imprevisti inevitabilmente farciscono la propria attività. L’ artigiano 2.0 non è solo un artigiano: è un fotografo, un blogger, un webmaster, un web marketer, un esperto di packaging e nella maggior parte dei casi tutto ciò che sa lo ha imparato da autodidatta. Ore e ore di studio davanti al pc o al proprio manufatto facendo i conti con il senso di inadeguatezza: perché se ti senti arrivato allora hai già fallito.

Nella mia esperienza da artigiana ho sempre avuto acquirenti splendidi, raramente mi è stato “contestato” un prezzo: sul web non succede quasi  mai, chi acquista artigianato online sa bene cosa acquista e ha consapevolezza del reale valore che ha un manufatto handmade. Ma magari chi decide di non acquistare lo fa probabilmente perché scoraggiato dal prezzo o forse perché si ha ancora la percezione dell’ artigiano quale specie di fricchettone che non ha diritto di dare il giusto valore alla propria attività perché tanto si accontenta di poco, vive con poco….  Dove abito io, al sud del sud Italia, questa concezione la scorgo negli occhi delle signore che si fermano a contrattare i prezzi ai mercatini: questi atteggiamenti sono il motivo per cui ho deciso di smettere di parteciparvi. Non per snobbismo, ma perché vedo un abisso tra “l’ artigianato virtuale” e “l’ artigianato reale”. Alla signora che sta lì a cercare di ottenere quell’ oggetto al prezzo che LEI ha deciso vorrei dire: “Non stai acquistando solo un prodotto, stai acquistando l’ allestimento dello stand, il tempo che quell’ artigiano (che stai tentando di far esaurire) impiega per star lì a parlare con te, la quota di partecipazione al mercatino e la benzina per raggiungerlo, il costo del packaging e un mucchio di altre cose. All’ artigiano, invece, che tenta di spiegare le sue ragioni alla signora vorrei dire: “Tieni la schiena dritta, spiega con pazienza il valore delle tue creazioni e alla fine se riuscirai a “convincere” la signora delle tue ragioni avrai non solo venduto il tuo oggetto ma ottenuto un consumatore più consapevole del valore dell’ handmade. ”

Allo stesso modo quando acquisti una mia creazione online stai anche acquistando il mio tempo, i miei fallimenti e il dover ricominciare da capo, il materiale, la mia idea e il bozzetto, il packaging, la mia esperienza e le mie aspettative …e persino un pezzetto del cuore che ci metto ogni volta.

Queste le mie riflessioni sul valore/costo dell’ handmade. Voi, artigiane o consumatrici di handmade, che esperienze avete in merito?

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